Le Bevande


Liquidi diversi, in quantità variabile, che servono ad assicurare il nostro fabbisogno idrico, in funzione degli stimoli della sete. In realtà, la sensazione di sete deriva da un lato da una vera e propria sete che riflette il grado d’idratazione a livello cellulare, dall’altro dalla natura degli alimenti che costituiscono il pasto (il loro tenore di acqua), infine dalla qualità dei condimenti e da un certo fattore psicologico che è determinato dal tipo di ambiente. L’acqua è il miglior dissetante esistente, povera di valore energetico. L’uomo per estinguere la propria sete ha inventato altre bevande, che si dividono in alcoliche ed analcoliche. Le bevande fermentate (vino e birra) o distillate (liquori) sono sostanze energetiche per il loro contenuto alcolico (1 g di alcool sviluppa circa 7 Cal). L’alcool viene assorbito in tempo molto breve nel sangue e ossidato rapidamente, in quantità tanto maggiore (fino al 90-95%) quanto minore è la dose introdotta. L’energia liberata da tale ossidazione sostituisce in modo meno efficace una quantità energeticamente equivalente di glicidi e di lipidi. Dai processi di ossidazione alcoolica si formano prodotti nocivi (principalmente acetaldeide e acido piruvico) che vengono distrutti in gran parte nel fegato e per il resto nei tessuti, in particolare nei muscoli www.ncbi.nlm.nih.gov. Se l’alcool è ingerito in quantità eccessiva (anche non al punto da provocare fenomeni di ebbrezza), la distruzione di queste sostanze non avviene completamente, cosi che una certa parte di esse si accumula nell’organismo che deve compiere un lavoro metabolico supplementare per eliminarle. Come sostanza energetica di immediato impiego, l’alcool consente un certo risparmio di glicidi e di lipidi già introdotti con l’alimentazione: ne consegue che, anche quando essa è normale, l’abuso di bevande alcoliche può provocare un continuo accumulo di grasso e quindi un progressivo aumento di peso. In dose moderata, l’alcool esercita un’azione eccitante e insieme rilasciante sul sistema nervoso, stimola la digestione, la funzionalità renale e la circolazione sanguigna periferica, ha un effetto tonificante sul cuore e aumenta la ventilazione polmonare.

La quantità di alcool presente in una bevanda si misura con il grado alcolico, che corrisponde a 8 g di alcool per litro. Ad esempio, un vino di 12 gradi e un liquore di 40 gradi contengono rispettivamente 12 per 8 g (96 g) e 40 per 8 g (320 g) di alcool per litro. Il valore calorico è maggiore se la bevanda alcolica è più o meno dolce, cioè contiene anche glicidi, generalmente sotto forma di zuccheri. La quantità di alcool presente nella birra è minore di quella del vino e si calcola in una diversa maniera, anzi per essere precisi con un diverso rapporto quantità d’alcool/gradi; ciò è dovuto al fatto che i gradi della birra sono gradi saccarometrici e il loro rapporto con i gradi alcolici è di circa tre ad uno, cioè tre gradi saccarometrici corrispondono a un grado alcolico; la misura esatta è che 31 gradi saccarometrici corrispondono a 10 gradi alcolici loro. Quindi una normale birra chiara a 13 gradi contiene 32 grammi d’alcool per litro.

Il vino possiede un notevole valore alimentare perché al suo moderato contenuto di alcool (da 600 a 850 Cal per litro) unisce la presenza di zuccheri, acidi organici e loro sali. La birra (un litro fornisce circa 450 Cal) è più nutriente del vino, sia per i glicidi e le proteine che contiene, sia perché, essendo meno alcolica, può essere ingerita in maggior misura e risulta più diuretica, forse anche per il suo più elevato quantitativo di sali. I liquori vanno consumati in dose minima, sia per il loro più forte tasso alcolico, sia per la presenza in essi di sostanze estrattive o di additivi chimici. La tossicità è massima nei liquori contenenti essenze come assenzio, anice, ecc.; media nei liquori dolci, nelle acquaviti di vinaccia e di frutta; minore nel cognac, nel rhum e nel whisky (che forniscono circa 300 calorie per 100 grammi). Il caffè e il tè sono praticamente privi di valore calorico, di vitamine e di sali minerali, ma risultano utili come alimenti nervini per il loro contenuto di alcaloidi strutturalmente identici (3% circa di caffeina nel caffè, 2-4% di teina nel tè) che agiscono sui centri nervosi psicomotori, hanno un effetto stimolante a livello cardio-vascolare, muscolare e renale it.wikipedia.org. In dosi moderate, il caffè è di solito utile, o per lo meno non dannoso. Il tè ha proprietà in gran parte riportabili a quelle di un caffè molto leggero, si intende se noi calcoliamo la stessa quantità di liquido, cioè una tazzina di caffè leggero equivale a una di tè, però la quantità di tè che si beve è maggiore e sarà maggiore la teina assunta.
Il caffè e il tè bevuti in quantità eccessiva danneggiano il sistema nervoso e arrivano addirittura a dare assuefazione.
Inoltre bere una eccessiva quantità di tè e caffè rende nervosi e facilmente irritabili. Una particolare qualità di tè, il tè verde non fermentato, ha una minore quantità di teina e inoltre contiene molti sali minerali, è quindi consigliato come un’ottima bevanda dissetante. Il latte invece, oltre a dissetare, fornisce preziosi alimenti. Talvolta si bevono durante il pasto succhi di frutta. Più frequentemente, però, questi servono a calmare la sete tra un pasto e l’altro. Il sidro è meno sostanzioso e più acido: spesso viene digerito con più difficoltà. Altre bevande preparate mediante infusione di piante, sono: menta, anice, tiglio, verbena, ecc.

Calorie nelle bevande

Quando si desidera una bevanda dissetante, è ben difficile che si pensi all’acqua naturale: di solito si ricercano bibite gasate, aromatizzate, fredde e più o meno colorate; infatti la sensazione della sete è alleviata più facilmente dalle bevande fredde, di gusto acidulo e gasate, che liberano bollicine di gas a contatto con la bocca. Questo spiega l’enorme successo delle bibite preparate, che vengono consumate in grande quantità, soprattutto nei mesi estivi: diversi bicchieri dì queste bevande vengono ingenti quotidianamente, con l’erronea convinzione che ciò che è liquido non possa alterare in alcun modo l’equilibrio dietetico, anzi serva ad equilibrare il bilancio idrico dell’organismo.
Invece tutte le bevande, naturalmente con l’eccezione dell’acqua naturale o minerale, forniscono all’organismo una notevole quantità di zuccheri e quindi di calorie: lo zucchero introdotto in eccesso rispetto al fabbisogno energetico viene trasformato in trigliceridi ed accumulato come materiale di riserva, aumentando il volume del tessuto adiposo, ed accresce il numero delle tipoproteine, responsabili dell’arteriosclerosi it.wikipedia.org.
Un’eccessiva ingestione di zuccheri, sotto qualsiasi forma, è dunque molto dannosa, non solo perché provoca un aumento di peso, ma anche perché determina dei gravi danni metabolici.
Inoltre, la maggior parte delle bevande di produzione industriale contengono aromatizzanti, coloranti ed altri additivi, come i correttori di acidità o l’anidride solforosa, presente come conservante nei succhi di frutta, birre e vini.

La birra

Recenti studi (del National Public Healt Institute di Helsinki) hanno valutato la birra, sotto vari effetti, benefica. Infatti, una birra al giorno, bevuta da uomini di mezza età, diminuisce del 40% l’insorgere di calcoli renali. Ancora non sono del tutto chiari gli ingredienti a cui si devono questi effetti positivi.
Comunque è bene, come per ogni tipo di bevanda alcolica, prestare attenzione a non esagerare col berla, potrebbe procurare danni per molte altre funzionalità fisiologiche!

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